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La Casa Sant’Agata è situata al n. 24 di via Sant’Agata dei Goti, nel rione antico Monti, in una zona centralissima di Roma, tra Via Nazionale e Via Cavour, ad un passo dall’altura del colle Quirinale.

Una lapide, posta nel 1873, ricorda i Fondatori della Casa, il perché degli inizi nel 1867, i destinatari e le finalità da perseguire. Spinti dal desiderio profondo di aiutare chi è nel bisogno condividendo ciò che si ha, il Principe Pietro Aldobrandini e la sua consorte, la contessa Francesca de La Rochefoucauld, decisero di mettere la palazzina di loro proprietà a disposizione delle ragazze povere della Parrocchia, affinché ricevessero un’educazione umana, morale, professionale e cristiana. I coniugi Aldobrandini chiesero e ottennero per questo servizio le Figlie della Carità.

I servizi furono, alle origini, diversi: un orfanotrofio, una scuola per bambine interne ed esterne, un asilo per i più piccoli, un laboratorio per ragazze. Documenti di archivio testimoniano di una cucina che, nel 1918, distribuiva dalle 800 alle 1000 minestre. E ancora: le Suore ottennero, per le donne che avevano o il marito o i figli sotto le armi, la possibilità di confezionare vesti militari. Ogni settimana, 200-250 donne andavano a prendere il lavoro in casa delle Suore.

Nel 1926, la famiglia Aldobrandini decise di cedere fondi e immobili alle Figlie della Carità perché potessero utilizzarli a favore delle persone più svantaggiate. All’interno della casa c’era un laboratorio professionale: taglio, confezioni, maglieria, un corso di economia domestica, una scuola materna, una scuola elementare, un dispensario, una Comunità Alloggio aperta a studenti, impiegate, operaie. Così per anni e anni.